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January 19 carneLe sirene suonano e corrono. La massa si affolla, accerchia un essere che non è più essere ma solo carne. Affanni , voci , qualche grido , e mille “cosa è successo?”. Un corpo , inerme , disteso. La carne del viso poggiata sul gelido asfalto. Un corpo. Accanto delle scarpe , una capovolta l’ altra del tutto sottosopra. Un corpo che ha abbandonato la sua anima , per scelta. Un corpo , ormai solo carne. Non saranno più sue le parole e le lacrime, non sarà più sua la vita ne la speranza che forse lo aveva abbandonato da tanto Che dio è? Quello che infligge le pene e poi condanna perché non ce l’hai più fatta? Non è stato lui a farci carne? Quella stessa carne distesa sull’asfalto gelido adesso. Non è stato lui a fare l’uomo debole e inerme? A farlo volubile e fragile? Perché ci condanna poi per i suoi “errori di calcolo”? Quanti anni aveva quella carne quando era vita dio? 20 ? 25? 30 al massimo. Perché non lo è più? Perché ha smesso di essere vita? Chi lo ha ucciso? “chi è stato ?” ho chiesto. “lui” mi hanno risposto. Non è vero , nessun uomo si uccide da solo . Ci sono assassini peggiori di coloro che premono il grilletto o impugnano un coltello. Assassini nascosti dietro una maschera di innocenza. Assassini che non pagheranno mai le loro colpe e di queste non si sentiranno colpevoli. Assassino. Il sistema che crea un modello da seguire . Un modello che in una mano tiene una canna e nell’altra una bottiglia. Quello stesso sistema che autorizza e pubblicizza tutto ciò e poi con ipocrisia condanna. Il sistema che ti impone di essere un qualcosa e se scegli di non esserlo , se preferisci essere te , allora il sistema non ti vuole ti caccia e ti discrimina. Assassina . L’indifferenza che colpisce con ciò che non fa. Assassina . La chiesa che insegna una regola , impone una morale , ci insegna cosa è giusto e cosa no… Cosa è giusto? Che un ragazzo che non ha vissuto diventi carne? E per questo sia punito ? Chiamato peccatore ? questo è giusto? Quella stessa chiesa che ci giudica , ci assegna una pena e ci abbandona. Assassina. La scuola che scioccamente ci insegna la storia la matematica , la chimica , il latino il greco e persino la trigonometria e non ci insegna a lottare per noi stessi. Assassina. Questa società che ha perso la voglia di vivere e l’ha trasmessa a chi di certo ne aveva. Ed ora? Ora io sto qui. Anche quel corpo sta qui. Io con la mia vita , lui con la sua carne. Io ho scelto di non mollare ,lui di morire. Io ho scelto che aveva senso e lui che non ne aveva . Io ci voglio provare e lui non può più. E allora ci proverò io per te. Di nuovo. Chi era quel ragazzo? Che passioni aveva? Che musica ascoltava? Cosa leggeva? Non importa più. Infondo che cambia? Il mondo continuerà a girare . Io andrò a scuola , la scuola continuerà ad insegnare , il governo a governare , la gente a vivere. Nessuno sa di quella carne , a nessuno importa di sapere. La vita continua. Perché? Per quale ragione nessuno si ferma a chiedersi il perché? Nessuno capisce, nessuno vuole capire , c’è del marcio se qualcuno che davanti a se ha deciso che non la voleva. Dovremmo tutti fermarci. Io , tu , il mondo . Dovremmo pensare e riflettere. Pregate per lui se credete . Se siete scrittori scrivete. Se siete cantanti cantate. Se siete arrabbiati gridate . Se siete tristi piangere . Ma se siete uomini indignatevi perché di nuovo la società ha fallito. Smettete di porre indifferenza in chi vi sta accanto o di incolpare chi ha fatto questo gesto , come per anni ho fatto io che credevo che la colpa era di chi si era arreso senza combattere . A volte ci sentiamo soli nelle nostre lotte e siamo , o almeno ci crediamo , in un baratro , incapaci di vedere una via d’uscita. Invece a volte sono i nostri cari a farlo , ad arrendersi in questo cammino che ci è stato imposto. E noi ci sentiamo i colpevoli di una colpa che non abbiamo , gli assassini di un omicidio che non abbiamo commesso. Ci poniamo domande e ci chiediamo se non avremmo potuto fare di meglio con quella persona. Forse , forse avremmo potuto . Eppure la colpa non ci appartiene e non appartiene neppure a chi si è arreso. Quello che possiamo fare , che dovremmo fare è lottare anche noi per quel figlio , per quel fratello , per quel padre , per quello zio , per quello sconosciuto che non hanno più voluto. Lottare senza rinnegare e sopprimere le lacrime . Lottare senza arrendersi . Lottare anche se è incredibilmente difficile. Lottare perché questo ci permette di vivere . Fra la gente , fra le voci ho notato che lo sgomento si accompagnava al triste ringraziamento a dio , perché quella carne non era la propria o quella di un figlio,amico,amante. Una donna pregava per l’anima del ragazzo e per la sua redenzione, un'altra ha chiamato il marito in lacrime . Mi sono chiesta se questo “interesse” nei confronti di quel corpo, interesse espresso attraverso una preghiera , una telefonata , un pensiero , cento curiosità fosse o meno corretto. Non lo so questo . So che questo oggi mi ha cambiato qualcosa , mi ha insegnato una lezione amara orrenda ma necessaria. Mi piace pensare che prima di morire abbia volato per vedere quello che non ha potuto vedere.
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